Impianti di rigenerazione PET

Prestazioni avanzate e qualità del materiale

Nel recupero e nella rigenerazione del PET, il controllo della qualità del materiale è un aspetto fondamentale. Durante i processi di riciclo, il PET può subire una riduzione della viscosità intrinseca, con conseguente perdita di prestazioni meccaniche e limitazioni nelle applicazioni finali.

Polyfilm supporta i clienti nella valutazione di soluzioni avanzate per la rigenerazione del PET, analizzando tipologia di scarto, qualità del materiale in ingresso, target di iV, requisiti applicativi e necessità di decontaminazione per individuare la configurazione tecnologica più adatta al processo produttivo.

Rigradazione del PET: controllo dell’iv e qualità del materiale

Il PET rappresenta uno dei materiali più strategici nel contesto della rigenerazione, grazie alla possibilità di essere lavorato più volte mantenendo elevate prestazioni, se processato con tecnologie adeguate.

La rigenerazione del PET ha l’obiettivo di rigradare il materiale incrementandone l’iV, eliminando al contempo le sostanze contaminanti, presenti nel materiale in ingresso.

Tradizionalmente, la rigradazione può avvenire tramite sistemi SSP – Solid State Polycondensation, nei quali il materiale viene rigradato e decontaminato allo stato solido. Le soluzioni più avanzate consentono invece di lavorare direttamente in fase fusa attraverso processi LSP – Liquid State Polycondensation, rendendo il processo più rapido, continuo e soprattutto più efficace in termini di decontaminazione

Il partner tecnologico: ngr

Per la rigenerazione avanzata e la rigradazione del PET, Polyfilm collabora con NGR, partner tecnologico specializzato nello sviluppo di soluzioni per il riciclo e la valorizzazione dei materiali plastici.

Con la tecnologia P:REACT LSP, NGR consente di incrementare la viscosità intrinseca del PET direttamente in fase fusa, attraverso un processo continuo e controllato. La soluzione può essere integrata sia in linee di granulazione sia direttamente nei processi produttivi successivi, come preforme, foglia, lastra, lastrina, fibre e reggetta, riducendo passaggi intermedi e rendendo la linea più compatta ed efficiente.

Il sistema sfrutta condizioni di alto vuoto e un’elevata superficie di reazione del materiale, favorendo sia l’incremento dell’iV sia la rimozione dei contaminanti volatili.

La tecnologia LSP di NGR offre prestazioni di decontaminazione più elevate rispetto ai sistemi tradizionali e ha ottenuto riconoscimenti FDA ed EFSA per applicazioni a contatto alimentare, rendendo il PET rigenerato idoneo ad applicazioni di alto valore come bottle-to-bottle e tray-to-tray, nel rispetto dei requisiti normativi previsti.

FAQ

Perché la decontaminazione è così importante nel riciclo del PET?

La decontaminazione è fondamentale perché alcuni contaminanti presenti nel materiale in ingresso possono generare sostanze indesiderate durante il processo di riciclo. Un esempio critico è la presenza di PVC nel flusso di PET: maggiore è la contaminazione da PVC, maggiore è la formazione di composti indesiderati, tra cui il benzene, sostanza classificata come cancerogena. Per questo motivo è essenziale adottare tecnologie in grado di garantire un’elevata efficienza di decontaminazione e un controllo accurato del processo. La tecnologia LSP consente una decontaminazione significativamente superiore rispetto ai sistemi tradizionali SSP, con prestazioni che possono essere fino a 8-10 volte migliori, contribuendo a ottenere un PET rigenerato più sicuro, stabile e adatto ad applicazioni ad alto valore.

Come viene controllato l’incremento di IV?

L’aumento dell’iV avviene grazie alla combinazione di temperatura, tenore di vuoto, tempo di residenza e rapporto superficie/volume del PET fuso. Il sistema, dotato di viscosimetro in linea, permette di regolare i parametri di processo in funzione dell’iV desiderata, mantenendo il materiale entro valori controllati e costanti. Questo consente di ottenere un fuso o granulo con caratteristiche più stabili, riducendo le fluttuazioni tipiche di altri processi.

Quali altri vantaggi offre la tecnologia LSP rispetto ai sistemi SSP?

Rispetto alla tradizionale SSP, la tecnologia LSP lavora direttamente sul PET in fase fusa e consente una rigradazione molto più rapida. Un processo allo stato solido richiede diverse ore per incrementare l’iV, mentre con LSP il tempo di permanenza nel reattore è tipicamente circa 25-30 minuti. La rigradazione allo stato liquido offre inoltre maggiore stabilità di processo, perché è meno sensibile alla forma del materiale in ingresso, alla presenza di polveri e alle fluttuazioni qualitative del PET.

Perché la presenza di umidità nel PET è critica?

Nel PET, l’umidità provoca una riduzione della viscosità intrinseca durante la fase di fusione, compromettendo le prestazioni del materiale rigenerato. Per questo motivo è fondamentale controllare correttamente la preparazione del materiale in ingresso e gestire il processo in modo stabile, così da limitare il calo di iV e garantire un materiale finale con caratteristiche coerenti con l’applicazione prevista.

Perché la superficie di reazione è importante nel processo LSP?

Nel processo LSP, il PET fuso viene distribuito in modo uniforme così da aumentare significativamente la superficie esposta al vuoto.

Una maggiore superficie di reazione favorisce sia la rimozione dei contaminanti volatili sia l’incremento dell’iV, rendendo il processo più efficiente e controllato. Questo è uno degli elementi che contribuisce alla rapidità e all’efficacia della rigradazione allo stato liquido.

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